
ARDORE |

93
5.037
250
0964
89031
|











ARDORE (PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA) LA STORIA Il territorio di Ardore pare fosse abitato sin da tempi antichissimi. Tale circostanza sarebbe dimostrata dalla scoperta in zona di tombe scavate nel calcare tenero. Questi primi insediamenti furono probabilmente colonizzati dai Greci a partire dal VII sec. a.C. e da allora, per molti secoli, rimasero legati alle sorti della potente città di Locri Epizefiri, situata a meno di tre chilometri da Ardore. La civiltà Ellenica ha lasciato traccie del suo passaggio nei nomi delle persone, dei luoghi e nel dialetto. Con la conquista del territorio Bruzio da parte dei Romani (III Secolo a. C.) la locride prese il primato politico ed amministrativo, le sue terre furono divise e assegnate ai legionari. Fu così che sorsero una serie di ville rustiche intorno alle quali abitavano gli schiavi Bruzii e i braccianti. Ardore, probabilmente, deve la sua nascita proprio ai Romani. Con le devastazioni avvenute lungo il litorale durante la seconda guerra punica nacque, evidentemente, l'esigenza di creare un centro in un posto più sicuro. Vennero edificati, dunque, vari presidi in punti elevati per controllare il territorio circostante. L'abitato di ardore possiede, infatti, tutte le caratteristiche di un villaggio fortificato. Ma la tipologia chiaramente difensiva del sito ne potrebbe far ricondurre la fondazione anche al tempo della dominazione bizantina, durante la quale endemico fu il problema delle incursioni devastatrici dei Saraceni. Incerte sono le origini del nome. C'è chi lo riconduce al dialetto ardure (calore intenso, incendio) e chi (Alessio, Rohlfs) a un nome di persona che potrebbe averne avuto la signoria. Secondo Giambattista Pacichelli deriverebbe da odore per la quantità e la varietà di fiori presenti sul territorio; secondo altri, infine, potrebbe essere collegato al premio, chiamato adorea, che veniva offerto ai legionari Romani che si erano distinti in battaglia. A dare credito a quest'ultima suggestiva ipotesi esiste, nel fondo di una stretta valle a nord di ardore, una fontanella campestre chiamata appunto Ardorea, Arduria o Adduria, come per ricordare il luogo in cui si conferiva ai soldati il premio in questione. La prima traccia documentale certa sulla storia del borgo risale al 1324 e, nel 1328, è citato come "casalis arduri". Fino al XVI secolo, infatti, il borgo fu casale dello "stato di Gerace", condizione che durò fino al 1546 quando Ardore fu elevata a suffeudo baronale comprendente i due casali di S. Nicola dei Canali e Bombile che avevano amministrazioni separate. Il primo Barone fu Giovanni RAMIREZ il quale l'ebbe dal grande ammiraglio Consalvo de Cordova. Rientrata dopo 17 anni sotto il dominio, dell'allora feudatario di Gerace, Tommaso De Marinis (patrizio Genovese), fu messa all'asta poco dopo per debiti e fu acquistata nel 1571 dal patrizio Napoletano Scipione Bologna (creditore del De Marinis) per 9.102 ducati. In quegli anni il paese subì ripetutamente le terribili scorrerie dei pirati turchi. Nel 1623 Ardore fu venduta (con San Nicola e Bombile) da Camillo Bologna al cognato Giovanni Capecelatro (dell'Illustre famiglia Napoletana) per 30.000 ducati. Ma dopo solo tre anni, sua moglie Violante Bologna la rivendette per 3.000 ducati in più al barone Carlo Gambacorta il quale fu il primo feudatario a trasferirsi stabilmente nel feudo. Suo figlio Orazio, nel 1649, ebbe elevata la sua dignità a Duca di Ardore dal Re Filippo IV. Passato per successione femminile a domenico Spina (1690), questi fu costretto a mettere il ducato all'asta per debiti. Così alla fine del '600 Ardore ricadde nello stabile possesso di una famiglia: i Milano Franco d'Aragona, marchesi di San Giorgio e Polistena, che l'acquistarono per 50.000 ducati. Giovan Domenico Milano, intimo amico dell'imperatore Carlo VI, fu anche dal 1702, il primo ad avere il titolo di principe su Ardore che entrò a far parte di uno dei complessi feudali più ampi della Calabria. Il principe stabilì la sua residenza tra Napoli e Polistena e così il castello di Ardore fu abbandonato all'incuria. Dopo l'abolizione del feudalesimo il paese nel 1809, divenne comune autonomo. Nel periodo risorgimentale si distinse per la lotta contro il borbone. Due dei cinque martiri di Gerace, Michele Bello e Gaetano Ruffo, nacquero ad Ardore. Dopo l'unità d'Italia, a causa del malcontento nei confronti della monarchia sabauda, gli abitanti insorsero per due giorni. ITINERARI Il borgo antico di ardore è raccolto su una collinetta tra due valloni. Il suo nobile passato è raccontato dal maestoso castellomedievale, nel cuore del paese e dalla splendida piazza Umberto I che ha una "rosa dei venti" disegnata nella pavimentazione. Circondano il centro le tre frazioni di Marina, SAn Nicola e Bombile. *Frazione Marina Nata alla fine della seconda guerra mondiale, si sviluppa lungo la statale 106. Ha avuto un grosso sviluppo edilizio. Quì si concentrano alberghi, ristoranti, bar e molte delle attività commerciali presenti sul territorio. *Frazione San Nicola (a 6 Km dal centro). E' il punto più alto del Comune di Ardore e sembra, il più antico. Nata probabilmente in epoca paleocristiana, la frazione pare si sia sviluppata nel periodo bizantino. E' divisa in due quartieri chiamati Susu, quello di sopra e jusu, quello di sotto.Nella frazione si può ammirare un vecchio palazzo baronale risalente al '500, ristrutturato dalla famiglia Arcuri. Questo palazzo fu sede della Corte baronale a partire dal 1546. * Frazione Bombile E' la più piccola. Splendida per la sua posizione geografica arroccata in cima ad una collinetta. la sua ricchezza è il Santuario della Madonna della Grotta. Un luogo unico ed indimenticabile. Purtroppo, però, recentemente una frana ha sconvolto la vallata dove è ubicata la grotta impedendone l'accesso . Si spera che in futuro, dopo adeguato e non facile intervento, si possa continuare ad accedere al luogo sacro. |
Frazione San Nicola |
FRAZIONE MARINA |
FRAZIONE BOMBILE |

Foto scattate qualche settimana prima della frana che ha letteralmente sconvolto
il luogo |
ALTRE CHIESE |
Chiesa si S. Leonardo Al centro del paese, di fronte al castello feudale, la chiesa patronale è dedicata, oltre che a San Leonardo, a S. Maria di Lautrenta. Fondata in epoca imprecisa divenne arcipretura nel 1693. Fu ampliata e ricostruita dopo diversi terremoti. La chiesa, su tre navate, conserva al suo interno molte opere d'arte. Chiesa di San Rocco Costruita nei primi anni del 700 subì gravidanni dopo il terremoto del 1783. Ricostruita a spese della Cassa Sacra ebbe in seguito, giuristizione propria sull'abitato del borgo di San Giovanni. La confraternita del Sacro Cuore di Gesù vi stabilì il suo oratorio nel 1889. Chiesa di Santa Lucia Di semplice architettura con portale sormontatoda un timpano. Le campane trovano alloggio in due nicchie sul tetto. La chiesa è incastrata tra due case. Chiesa di Santa Maria del Pozzo La prima chiesa fu edificata in una contrada che si chiamava Pozzicello. Sembra che la dedica alla Madonna del Pozzo sia da collegare al nome della zona. Diventò parrocchia nel 1913 e fu elevata ad arcipretura nel 1916. Durante il periodo fascista fu edificata l'attuale chiesa, al centro di marina di Ardore e il preesistente edificio fu lasciato nel più totale abbandono. Aperta al culto nel 1931, conserva al suo interno diverse statue di Santi e quella della Modonna seduta sul pozzo. Chiesa della Madonna della Marina L'antichissima chiesa, in contrada Giudeo, presenta la tipica struttura tardo bizantina con abside inglobata. Fu la cappella. Fu la cappella privata dei Gambacorta, Baroni di Ardore. Al suo interno è conservata una statua raffigurante la Madonna con il Bambino Rudere chiesa del Santissimo Salvatore In contrada Salvatore, alla Marina, è possibile visitare i resti di una chiesa risalente al XV secolo. Formata da un'unica navata era di dimensioni ridotte e per questo l'abside era stata ricavata sfruttando lo spessore murario. La copertura, ora inesistente, pare avesse una volta a botte. L'unico elemento decorativo doveva essere un affresco raffigurante la Madonna con il braccio il Bambino. Di questo dipinto rimangono tracce che il tempo sta cancellando per sempre. Chiesa del Carmine Si trova in contrada Schiavo alla Marina. E' di recente costruzione, ha tre ingressi. Chiesa di San Nicola dei Canali Costruita nella frazione San Nicola, sul punto in cui un tempo sorgeva l'antica chiesa gravemente danneggiata dal terremoto del 1908 e poi demolita. L'attuale edificio presenta una facciata con quattro finte colonne. Il portale è in pietra lavorata. Chiesa dello Spirito Santo E' situata nella frazione Bombile. Ha uno stile austero e un piccolo portone d'ingresso con portale lapideo. Sopra l'entrata una finestra con vetrata. |

SE HAI ALTRE INFORMAZIONI, FOTO DI QUESTO COMUNE, MANDACI IL MATERIALE, SARA'
SICURAMENTE PUBBLICATO SU QUESTA PAGINA. |